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RITA LEVI MONTALCINI: 100 ANNI DI VITA E RICERCA Print E-mail
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Non pensare a se stessi, ma agli altri e lavorare con passione. Non importa quanto si vive, ma quali sono i messaggi che si lasciano.


Mercoledì 22 aprile Rita Levi
Montalcini ha compiuto cento anni. Grande donna di scienza e di esemplari virtù civili, Premio Nobel per la Medicina nel 1986, Senatrice a vita dall’agosto del 2001, ha scoperto il Nerve Growth Factor (Ngf), il fattore di accrescimento delle cellule nervose: un passo in avanti decisivo per la conoscenza del cervello e per la cura delle malattie degenerative.

«Oggi ho il privilegio di aver compiuto cento anni, privilegio che non molti altri hanno, e il privilegio di conservare ancora la capacità di intendere e di volere, e di lavorare ancora alle mie ricerche sul sistema nervoso». «È una fortuna per me incredibile - ha concluso - essere ancora fra i viventi, dopo aver attraversato momenti non sempre facili. Credo che la cosa più importante della mia vita sia stato aver dedicato tutto il tempo possibile a chi ha bisogno. Il corpo può morire. Ma - ha detto fra gli applausi - restano i messaggi che abbiamo mandato in vita. Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori».

“È stata una grande emozione poterla incontrare – dice Valeria Ajovalasit, Presidente nazionale Arcidonna – in occasione delle elezioni europee del 2004 quando le consegnai il ventaglio, simbolo della campagna di Arcidonna per le donne italiane al Parlamento europeo. Il suo pensiero non convenzionale, il suo impegno e rigore non solo morale, la sua libertà, la sua creatività al servizio del mondo sono una guida luminosa e illuminante per chi oggi fa scienza e per chi non la fa un grandissimo esempio di vita. Il suo forte messaggio è oggi diventato punto di riferimento di tanti ricercatori e ricercatrici precari delle università italiane.”

Rita Levi Montalcini ha sempre contato soltanto sulle sue forze. Unita per tutta la vita da un fortissimo legame con la sorella gemella Paola, mancata nel 2000. Le gemelle si sono dedicate con identica passione a campi diversi; e a quella passione consacreranno la vita intera, rinunciando alla missione tradizionale della donna, la creazione di una famiglia propria e la generazione dei figli. Una missione che né l'una né l'altra – femministe di fatto – hanno mai rimpianto.

Alla Montalcini il governo «intitolerà il programma contro la fuga di cervelli e per il rientro in Italia dei nostri ricercatori. Un piano che quest'anno sarà finanziato con 6 milioni di euro, il doppio rispetto all'anno scorso».

 
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