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AMAP Palermo: annullato il CDA in quanto privo di rappresentanti di genere femminile |
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There are no translations available. La vice capogruppo del PdL al consiglio comunale di Palermo, Stefania Munafò, attraverso la FIDELIS, Federazione Italiana Disoccupati e Lavoratori in Solidarietà Associazione, ha raggiunto un grande obiettivo in tema di pari opportunità. La federazione ha vinto il ricorso contro le nomine nel CDA dell’Amap, la società del capoluogo siciliano che gestisce il sistema idrico integrato. Una sentenza. depositata il 27 dicembre scorso, ha di fatto annullato il consiglio d’amministrazione della grande azienda palermitana in quanto privo di rappresentanti di genere femminile. “A livello nazionale la politica non da il giusto riconoscimento alle donne sotto certi punti di vista - ha dichiarato la consigliera comunale - Questo ricorso vinto è il primo in Italia riguardante il CDA e i revisori di conti, di fatto questo potrebbe diventare l’apripista per tutte le città italiane. Le pari opportunità vanno rispettate - continua Stefania Munafò che nei giorni scorsi si è vista approvare una sua mozione sulla prevenzione e la lotto all’omofobia - quindi io mi aspetto che lì dove ci siano donne competenti con dei giusti requisiti, che queste vengano considerate tanto quanto gli uomini e valutate rispetto ad un ruolo prestigioso come il consiglio d’amministrazione di un’azienda”. |
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Vodafone Italia premia le imprese femminili |
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Bando di Concorso che premia l’impresa sociale al femminile promosso da Fondazione Vodafone Italia in collaborazione con Donna Moderna Fondazione Vodafone Italia, in collaborazione con Donna Moderna , intende promuovere iniziative di emancipazione e promozione delle donne nel mondo lavorativo con particolare attenzione alle situazioni di disagio e alle possibilità che le tecnologie offrono per lo sviluppo delle imprese sociali. SCADENZA 15 Gennaio 2011. Obiettivi Il Bando si propone di finanziare lo start up di progetti promossi a favore di donne nei seguenti ambiti: - Progetti che favoriscano l’inserimento lavorativo di donne che hanno subito violenze o in situazione di disagio socio economico attraverso la creazione di iniziative imprenditoriali.
Progetti in ambito web o delle telecomunicazioni che evidenzino il ruolo peculiare che le nuove professioni, nate con lo sviluppo dell’IT e del cellulare, possono avere per incentivare l’occupazione femminile (dando rilievo al valore aggiunto dell’impegno sociale ed imprenditoriale delle donne nella società dell’informazione, delle tecnologie e dei nuovi media); Progetti che favoriscano una migliore gestione delle esigenze lavorative e di vita familiare delle donne nella vita quotidiana (attività legate alla conciliazione familiare e al reinserimento lavorativo di una donna dopo l’avvenuta maternità)
Per ogni ambito verrà individuato un progetto vincitore a cui verrà attribuito un finanziamento a fondo perduto di 100.000 euro, in conformità ai budget presentati. La richiesta di contributo non può superare il 70% dell’investimento . Beneficiari Donne maggiorenni che intendano realizzare una attività che persegua finalità di solidarietà o utilità sociale, residenti in Italia maniera stabile. Per le domande relative ai progetti in ambito web e telecomunicazioni tutte le donne in età non superiore ai 30 anni. E’ necessario presentare un progetto a partecipazione unicamente femminile, sia nella composizione dei proponenti di progetto (direttivo e/o soci) che in quella dei dipendenti e/o collaboratrici. Le domande possono essere presentate anche se l’ente per la realizzazione del progetto non e’ ancora costituito o se l’ente e’ già esistente. Per maggiori informazioni e per scaricare la domanda collegarsi al sito https://fondazione.vodafone.it/progettodonnelavoro/ |
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Germania: ordinata la prima donna rabbino dopo la shoah |
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La Germania ha da oggi la prima donna-rabbino mai ordinata nel Paese negli ultimi 75 anni: il Collegio AbrahamGeiger (Potsdam) ha ordinato Alina Treiger, nel corso di una cerimonia a cui hanno partecipato - tra gli altri - il presidente della Repubblica, Christian Wulff, e il presidente del Consiglio centrale degli ebrei tedeschi, Charlotte Knobloch.Si tratta, scrive la BBC di AlinaTreiger, 31 anni, arrivata inGermania dall’Ucraina 10 anni fa. Per la comunità ebraica del Paese la cerimonia di oggi, tenuta nella sinagoga di Charlottenburg dal presidente del Collegio Abraham Geigerdell’Università di Potsdam – il rabbino Walter Jacob - è stato unevento storico. La prima donna rabbinodella Germania, ReginaJonas, venne infatti ordinata nel 1935 e, all’età di 42 anni,morì nelle camere a gas del campo di concentramento di Auschwitz, dopo essere stata deportata nel ghetto diTheresienstadt nel 1942.Treiger ha da oggi gli stessi diritti e le stesse responsabilità dei suoi colleghi rabbini, a differenza della Jonas, che fu costretta a lottare per farsi riconoscere la sua carica e che comunque riuscì soltanto a insegnare la religione. Ma ancora oggi, secondo la Treiger - che guiderà le comunità ebraiche di Oldenburg e Delmenhorst (nordovest) - sono evidenti forti divisioni tra gli uomini e le donne rabbini.
“‘Quando un uomo indossa uno scialle di preghiera tutti pensano chesia un rabbino - ha detto alla stampa internazionale – mentre molti non vogliono accettare il fatto che una donna con uno scialle di preghiera possa essere anche un rabbino”. La sua ordinazione conferma comunque la crescita della comunità ebraica in Germania, che di conseguenza richiede un maggior numero di rabbini (oggi ne sono stati ordinati altri due insieme alla Treiger e nel 2012 un altro gruppo finira’ gli studi). “Non ho scelto io il mio lavoro - ha sottolineato la Treiger - è stato il mio lavoro a scegliere me“. Dieci anni fa, ha raccontato, è arrivata in Germania dall’Ucraina -dove è nata, a Poltava - solo con una valigia e senza conoscere il tedesco. Una decisione, quella di emigrare, presa soprattutto a causa degli ostacoli incontratinella comunità ortodossa, a cui apparteneva nel suo Paese natale.“‘Quando ho detto che volevo diventare un rabbino, la reazione della gente mi ha spaventata - ha proseguito- non immaginano che una donna sia capace di pretendere decisioni etiche e religiose in una comunità”. A differenzadel giudaismo liberale, nato proprio in Germania, il giudaismo ortodosso non riconosce le donne-rabbino. E laTreiger ha trovato nella sua patria adottiva un’atmosfera completamente diversa. Ma anche la Germania, dove i seminari liberali sono scomparsi durante l’Olocausto, deve recuperare il terreno perduto. Il primo seminario per rabbini, il Collegio Abraham Geiger, infatti, ha aperto i battenti solo nel 1999: prima di allora le aspiranti donne-rabbino non avevano alcuna possibilità di studiare nel Paese. |
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MINNEAPOLIS: la città che ama le donne |
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MINNEAPOLIS è "la città ideale per le madri che lavorano" (classifica di Forbes del 2010). Minneapolis, la città che ama le donne Ma il riconoscimento di Forbes - Best Us city for working mothers (l'anno scorso era New York) - è il risultato di molti fattori positivi incrociati e appare quasi scontato se si pensa che qui, come dice la presidente del Consiglio comunale, Barbara Johnson «da almeno dieci anni non esiste più una questione femminile. Nel 1998 abbiamo avuto la prima donna di colore sindaco di una grande città americana. A Minneapolis la parità è cosa acquisita. Se trova una femminista in città mi butto nel Mississippi».
Il Grande fiume è appena nato poco più a Nord ed è gia grande, attrezzato per il lungo viaggio che lo porterà nel Golfo del Messico, quasi quattromila chilometri; come se nell'attraversare l'energetica Minneapolis, principale centro economico tra Chicago e Seattle, (unica città negli Usa ad aver abbassato il livello di disoccupazione in questi due anni di crisi), acquisisse la forza per compiere l'impresa. Dismessi e riconvertiti in residenze per artisti i vecchi stabilimenti per la lavorazione dei cereali, le sponde del fiume sono impreziosite da architetture di Frank Gehry (il museo dell'Università del Minnesota) e di Jean Nouvel (il Guthrie Theater). Quasi a simboleggiare il ruolo centrale della cultura nella vita di Minneapolis, uno dei fattori che secondo gli esperti qualificano una città "women friendly". CULTURA - Minneapolis è seconda solo a New York per numeri di posti a sedere a teatro pro capite ed è stata definita da Newsweek la città più colta d'America per numero di librerie, libri venduti e pubblicati. Soprattutto è un hub artistico per il Midwest - gallerie, atelier e musei - che compete con Chicago. Al Minneapolis college of Art and Design il 70 per cento degli iscritti sono ragazze che arrivano qui perché poi trovano lavoro. Come Emily, 22 anni, californiana: «Mentre studio sto già collaborando alle campagne di Target, che ha il quartier generale a Minneapolis. Molte mie amiche hanno incarichi per disegnare siti web per grosse aziende oppure curano il brending e l'immagine di enti pubblici e no-profit». Racconta che locali, pubs e librerie hanno siglato un impegno per esporre le opere di giovani artisti. «C'è un mix incredibile di etica del lavoro e creatività. Perfetto per le donne» dice. «E poi gli stipendi: qui una donna guadagna una media di 800 dollari alla settimana, contro i 620 del resto degli Usa e solo il 10 per cento in meno degli uomini». LA RETE - Negli Stati Uniti sono solo il 15 per cento le donne nei consigli d'amministrazione. A Minneapolis sono il 35 per cento. Come mai? «Per molte ragioni, ma soprattutto perché qui fanno rete» dice Lili Hall, amministratore delegato e presidente della Knock, società di branding e pubblicità con una crescita del 40 per cento l'anno (tra i clienti Luxottica, New Banance, Target). «Qui sono nate organizzazioni femminili nazionali e di lobbing come "Women in the Board room", oppure "Women Venture", che consiglia, sostiene e finanzia donne che vogliono iniziare un'attività». A Minnapolis hanno inventato il certificato Wbe, (Women’s business Enterprise) che consente agevolazioni fiscali e altri vantaggi per le società avviate da donne se provano di aver cominciato con soldi propri. Julia Snow, uno dei pochi architetti donna americani a guidare un grosso studio (ha appena ottenuto l'incarico di rifare tutti gli edifici federali nei posti di confine) fa parte di un club molto potente in Minnesota, la Women economic Roundtable: «Professioniste che s'incontrano per fare affari». Julia dice che ha capito che la parità a Minnapolis era un obiettivo raggiunto quando ha visto crescere il numero delle clienti: «Donne che si fidano delle donne, non accade ovunque». SICUREZZA - Una città che ama le mamme è una città sicura. Minneapolis, con soli 216 reati ogni 100 mila abitanti, ha stracciato tutte le concorrenti. Nel 2008 ci sono stati dieci omicidi ogni 100 mila persone, nel 2009 solo quattro. «È il risultato di una cooperazione tra noi, 250 poliziotte, e i comitati di quartiere» dice l'ispettore Kris. Gli 81 quartieri di Minneapolis hanno potere esecutivo, di spesa e anche di sicurezza. Le poliziotte incontrano i responsabili ogni mese, controllano che anche le zone più periferiche siano illuminate. Segnalano al consigliere comunale per Sicurezza e Qualità della vita, Elisabeth Glidden, i casi di minori a rischio che verranno cooptati per lavori di pubblica utilità: «Il 39 per cento delle donne è impegnato nel sociale, con una media di 44 ore di volontariato l'anno a testa» dice Elisabeth. BUON VIVERE - Ogni mamma di Minneapolis ha un parco nel raggio di trecento metri. E ogni cittadino possiede" 72 metri quadrati di verde. A qualsiasi ora del giorno, lungo i 26 laghi che bagnano la città, vedi mamme sui pattini o di corsa che schizzano a tutta birra spingendo una carozzina. «Il sistema di trasporto è pensato per le donne» spiega il sindaco R.T. Rybak. «Non devono superare i 25 minuti per raggiungere il posto di lavoro ». Dei diecimila abitanti che ogni giorno vanno in ufficio in bici, le cicliste sono il 60 per cento. L'imprinting scandinavo non si smentisce alla voce tasse, le più alte degli Usa. Con effetti soprattutto sul servizio sanitario pubblico: dei sette ospedali metropolitani, quattro figurano tra i primi 20 del ranking nazionale. E l'Hennepin County Medical center, frequentato da operai e milionari, è stato premiato lo scorso anno come il miglior posto negli Usa dove partor OAS_AD('Bottom1'); function IncludeJavaScript(jsFile) { document.write(''); } Ovvio che poi le aziende fanno a gara per coccolare le dipendenti. Vince da anni la General Foods, colosso dell'alimentare. Nel quartier generale (tremila impiegati e 4.400 opere d’arte contemporanea appese anche nei bagni) abbiamo visitato una vera clinica della prevenzione, con medici, dentisti, ottici. Sala massaggi, estetista, psicologa, nido aziendale. E naturalmente centro fittness: «Una donna non può avere successo se non si sente bella e in forma» dice la dottoressa Julia Halberg, appena tornata da un tour di conferenze all’estero. Dove, in Italia? «No, in Svezia».
da IO DONNA 15/10/2010
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Contro il pakistano che ha ucciso la moglie, la Ministra Carfagna parte civile |
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«È un modo per essere vicina alle giovani immigrate, per far capire che il nostro Paese è con loro». "Auspichiamo - dice Valeria Ajovalasit, Presidente nazionale Arcidonna - che lo Stato italiano faccia sentire con sempre maggiore forza ed efficacia la sua azione contro chi uccide le donne, sia esso straniero o italiano - affinchè casi come questi e come molti altri non si verifichino più, non solo in Italia." ROMA - Il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, chiederà di essere ammessa parte civile nel processo contro Hamad Khan Butt, l'uomo di origine pakistana che a Novi, nel Modenese, ha ucciso a colpi di pietra la moglie, ritenuta colpevole di difendere la loro figlia che si ribellava a un matrimonio combinato.
LA RAGAZZA IN COMA FARMACOLOGICO - La giovane, vittima dell’aggressione del padre e del fratello, è ora in coma farmacologico. Dopo essere stata operata domenica nel tardo pomeriggio per trauma cranico maggiore, Nosheen di 20 anni è ricoverata in terapia intensiva al Nuovo Ospedale S. Agostino- Estense di Modena. La prognosi è riservata. IL MINISTRO: «VICINA ALLE GIOVANI IMMIGRATE» - «Anche questo è un modo per essere vicina alle giovani immigrate, per far capire che il nostro Paese è con loro ogni volta che vedono lesa la libertà e il diritto di essere cittadine libere» ha detto il ministro. «Chi compie violenze e abusi contro le donne, chi addirittura pensa di disporre della loro vita, non può e non deve trovare accoglienza nel nostro Paese, perché‚ l'Italia rifiuta e respinge con decisione qualunque forma di prevaricazione degli uomini sulle donne. E, non a caso, punisce severamente chi, italiano o no, si macchia di questo genere di reati. Non ci sono alibi o scusanti dinanzi a questi "deliri patriarcali». OAS_AD('Bottom1');
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Arcidonna sostiene AISM: una mela per la vita contro la sclerosi multipla SABATO 9 e DOMENICA 10 OTTOBRE NELLE PIAZZE ITALIANE |
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In circa 3.000 piazze italiane sabato 9 e domenica 10 ottobre 2010 si svolgerà Una mela per la vita, manifestazione dedicata i giovani con SM promossa dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e dalla sua Fondazione, che giunge quest’anno alla sedicesima edizione. Dall’1 al 13 ottobre 2010, inoltre, potrai sostenere la ricerca scientifica anche inviando un SMS solidale. Fai andare avanti la ricerca, entra nel movimento per un mondo libero dalla sclerosi multipla. |
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Professioni "ECO": boom di presenze femminili |
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Dal termodinamico alla geotermia. Nel campo delle energie rinnovabili così come nell'edilizia bio è boom di presenze femmnili. Ma l'escalation dei vertici è ancora tutta da giocare. Donne e Green Jobs: sarà l'intelligenza emotiva del fattore doppia X, sarà l'appeal dei lavori ad impatto zero, sul connubio si è pronti a scommettere. Se nella formazione lei sceglie l'ambiente, il riscontro sul piano occupazionale è incoraggiante: l'impego femminile nelle professioni "eco" è salito dal 12,7% del 2003 al 25,5% del 2008 (dati Isfol). Non solo. l'escalation incide anche sugli assetti gerarchici: il 57,8% delle donne contro il 35,3% degli uomini riveste posizioni di livello medio alto in ambito impiegatizio. Attenzione però a facili entusiasmi. La parità di genere è ancora tutta da giocare. A frenare l'eurforia è Giulia Rossi, ricercatrice della Fondazione ADAPT "Marco Biagi" di Reggio Emilia, nel suo contributo al progetto Wires (Women Renewable Energy Sector). Le occupate con mansioni tecniche sono appena il 6%, percerntuale che si riduce all'osso per le figure di vertice. Nel comparto energetico, la segregazione, valuta l'analista, è dovuta per lo più a ragioni culturali e stereotipi, nonostante negli ultimi anni, con il progresso tecnologico, siano drasticamente diminuite le mansioni che richiedono forze fisica. Come invertire il trend? con leggi a favore delle pari opportunità, suggerisce Rossi, misure per la conciliazione tra vita e lavoro e con la predisposizione di quote rosa, oltre che di politiche mirate a ridurre i differenziali salariali. Francesco Starace, Presidente di Enel Green Power, raccoglie la sfida:"per il momento le donne sono assenti dagli impianti di produzione", ammette, "mentre nella logistica, nella finanza, nell'amministrazionerappresentano il 50%. Io credo però che ci siano tutte le ondizioni per colmare questo divario." Irene Sollo, 28 anni, napoletana, ingenere chimico, è un esempio virtuoso: project manager nello stabilimento Enel di Larderello inprovincia di Pisa, sa come tener testa ai colleghi. "nella geodermia la presenza femminile non è poi così rara, sostiene, a cominciare dalle maestranze. LA SCELTA DEL PART TIME E per incentivare il connubio green-pink starace promuove il Prt time: "Favorisce la continuità in azienda, senza doversi assentare per lunghi periodi, scelta in genere poco gradita ai quadri dirigenti". Federica Angelantoni, 32 anni, amministratore delegato di Archimede Solar Energy, prevede un futuro in rosa per le energie rinnovabili. Neo-mamma, è fiera di guidare una squadra in prevalenza femminile (rapporto di 8 a 1). La filiera del termodinamico, spiega l'imprenditrice di terza generazione, con master a Parigi, può produrre migliaia di posti di lavoro, ma servono politiche di incentivi. Tant'è: entro il 2013, il nuovo stabilimento di MAssa MArtanaassorbirà circa 200 occupati. Donne? Si, soprattutto nelle aree ricerca e qualità, precisa Angelantoni, e negli uffici amministrativi. Ci interessano molto le ingegnere e le tecniche specializzate, meglio se al di sotto dei 35 anni. Se tra i settori più in espansione l'edilizia si affianca all'energia, perchè non puntare sulla casa bio? Elisabetta Tonali, architetto quarantenne, nel suo studio milanese immagina futuribili città no-gas. La filosofia di "Materiavera", atelier di progettazione, laboratorio , showroom, si basa sull'uso di elementi naturali, senza petrolio e altri agenti chimici.
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Obama ordina pari diritti negli ospedali: i malati gay potranno delegare ai propri compagni il diritto di prendere decisioni sulla loro salute |
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There are no translations available. WASHINGTON - Un nuovo passo avanti è stato compiuto dall’amministrazione Obama sul fronte della tutela dei diritti degli omosessuali: d’ora in avanti gli ospedali americani dovranno permettere ai pazienti di indicare, anche in una persona dello stesso sesso, il proprio partner, come persona con il diritto di visita e responsabile di prendere decisioni sulla sua salute. L'ORDINE DI OBAMA - Il presidente americano, senza dare grande risalto alla questione, ha così imposto al dipartimento della Sanità di proibire ogni discriminazione degli omosessuali negli ospedali che ricevono sovvenzioni federali (Medicare e Medicaid), dove ora godranno degli stessi diritti di quelle eterosessuali. La decisione di Obama, oltre a guadagnarsi le prime pagine dei principali quotidiani americani, ha suscitato l’immediata positiva reazione delle associazioni per la difesa di diritti degli omosessuali, che da tempo lavorava su questo dossier. PARI CONDIZIONI - La nuova normativa, ha spiegato Obama, «garantisce a tutti i pazienti di far rispettare le proprie volontà» e alle persone da loro indicate «di essere messe a conoscenza delle decisioni mediche riguardanti la salute dei propri cari». (Fonte: Apcom) |
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