| UNIONCAMERE: l'imprenditoria femminile segmento vitale dell'economia italiana |
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There are no translations available. Quasi diecimila nuove imprese 'rosa' in un solo anno: l'imprenditoria femminile si attesta come il segmento piu' vitale dell'economia italiana. Questo risulta dai dati diffusi dall'Osservatorio sull'Imprenditoria femminile di Unioncamere: tra giugno 2010 e giugno 2011 il numero delle imprese guidate da donne e' aumentato di 9.815 unita'.Il trend positivo degli ultimi anni dimostra come sia fondamentale per l'economia dell'intero Paese il talento femminile: le aziende 'rosa' fanno registrare un tasso di crescita dello 0,7%, contro lo 0,2% di quelle guidate da uomini, contribuendo a far lievitare il dato generale allo 0,3%''. “La maggiore partecipazione delle donne alla vita produttiva, attraverso l’impresa, è una risorsa importante per contribuire a rilanciare la crescita dell’Italia e riavvicinare il nostro Paese agli standard europei”. Questo il commento del Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ai dati dell’Osservatorio. “Purtroppo - ha proseguito il Presidente di Unioncamere - sono ancora molti gli ostacoli che limitano le donne nell’esprimere appieno la propria creatività e professionalità nel mondo del lavoro. Credo che nelle iniziative che si stanno discutendo per sostenere la crescita, una grande attenzione vada posta a tutti quegli strumenti, innanzitutto di welfare ma anche di tipo finanziario, che possono facilitare l’impegno delle donne nelle attività economiche. Il sistema camerale ha investito in questa direzione e continuerà a farlo, sia mantenendo accesi i fari sul fenomeno, sia sostenendo il lavoro dei Comitati presenti e attivi sul territorio all’interno delle Camere di commercio”.
Il Quadro Generale In termini assoluti, i maggiori contributi alla crescita delle imprese femminili vengono da Lazio (2.162 imprese in più), Lombardia (+1.406) e Veneto (+1.313) che, insieme, realizzano il 49,7% di tutto il saldo positivo del periodo esaminato. In termini relativi, le regioni più dinamiche sono invece la Calabria (+1,6% l’incremento registrato), seguita dal Lazio (+1,5%) e, appaiate, da Toscana e Marche (+1,3%). Quanto alle vocazioni delle imprenditrici, ad attrarre maggiormente l’universo femminile nel periodo considerato sono stati tanto i settori tradizionali quali ad esempio quello delle Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+3.086 imprese, il saldo maggiore in termini assoluti) e delle attività immobiliari (+1.493), quanto le opportunità offerte da settori più legati all’innovazione come le Attività professionali, scientifiche e tecniche, dove alla fine dello scorso giugno si contavano 1.299 iniziative “rosa” in più in un anno. La crescita registrata appare, infine, tutta nel segno della modernità nel modo di fare impresa. Le capitane d’impresa, infatti, dimostrano di preferire forme giuridiche più solide e capaci di affrontare il mercato rispetto al passato. Lo testimonia il forte distacco che separa la crescita di consorzi (+5,3%), società di capitale (+4%) e cooperative (+3,1%) da quella stentata delle imprese individuali (+0,4%), la forma giuridica ancora preponderante (oltre il 60% di tutte le imprese femminili). Sempre meno appeal viene dalla formula della società di persone, adottata dal 22,4% delle imprese femminili ma in ripiegamento dello 0,9% nei dodici mesi considerati. Il Territorio Sono le imprese femminili del Centro Italia, (Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo), che, su scala regionale, nei dodici mesi esaminati si sono sviluppate più rapidamente rispetto a quelle a guida maschile. In particolare, in Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche l’aumento delle imprese femminili tra giugno 2010 e giugno 2011 ha superato di quasi un punto percentuale quello delle imprese guidate da uomini. Tra tutte, la regione più dinamica è la Calabria (+1,6%), seguita dal Lazio (+1,5%). Da notare come in questa regione - la più dinamica in termini assoluti a livello nazionale (+1,7%) - nonostante la loro notevole vitalità le imprese femminili siano cresciute meno di quelle maschili (1,8%). Le province in cui si registrano i maggiori incrementi di iniziative imprenditoriali femminili sono Prato (+3%), Monza-Brianza (+2,8%) e Messina (+2,7%). Le performance meno brillanti sono invece quelle di Caltanissetta (-5,7%) Avellino (-3,3%) e Catania (–3,2%).
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