Gender Observatory


"Il diritto difficile": pubblicato da La Luna il nuovo saggio a cura di Maria Antonietta Selvaggio Print E-mail
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(dalla quarta di copertina) Perché definire la cittadinanza delle donne un diritto difficile? Questo libro tenta di dare una risposta articolandola su due piani: tornando alle origini del problema attraverso un percorso genealogico che fa emergere gli ostacoli, le ambiguità e i nodi irrisolti del rapporto donne-politica, in particolare nella vicenda italiana; e richiamando l’attenzione sulla situazione di oggi e sulla distanza, quindi, che separa la realtà politica nazionale dagli standard di democrazia paritaria. Una distanza che arriva a mettere in discussione la libertà e la dignità delle donne nel nostro Paese, accompagnandosi nello specifico a fenomeni di cultura neomisogina, come è dimostrato dall’uso che viene fatto delle immagini e dei corpi delle donne.

Che cosa rende così difficile, nel nostro Paese, un’equilibrata rappresentanza di uomini e donne nei luoghi istituzionali e di esercizio del potere? Quali ostacoli si sono frapposti nel passato e quali limiti impediscono, nel presente, una piena realizzazione della cittadinanza delle italiane?

Il dovere di rispondere a queste domande, inteso soprattutto come imperativo a offrire elementi di conoscenza e spunti di riflessione alle nuove generazioni di cittadine e cittadini, è lo scopo di questo lavoro, che inaugura “Percorsi di formazione”, la nuova collana della casa editrice La Luna.

L’iniziativa (con la collaborazione di Franca Chiaramonte, Mimma De Leo, Miriam Mafai, Silvana Panza, Anna Rossi-Doria e Fiorenza Taricone) nasce da una proposta formulata all’interno di una lunga e continua conversazione con Valeria Ajovalasit, fondatrice della Luna e presidente dell’associazione Arcidonna. Una nostra consuetudine che dura da anni, mai interrotta, che si nutre di idee ed esperienze, alcune comuni altre distinte (per ambiti ed esiti). Soprattutto abbiamo condiviso e condividiamo un “tempo”, quello del femminismo, che ci ha segnato nell’identità profonda. Da esso derivano la passione e l’imperativo etico della comunicazione con le giovani e i giovani. Un dovere di trasmissione che pratichiamo con tenacia e che ci spinge a cercare metodi e strumenti sempre nuovi ed efficaci. Nella consapevolezza della distanza che ci separa dalle soggettività giovanili di oggi e nel rispetto per la loro diversità, convinte che la relazione si alimenti di scambi e di reciprocità, ma anche di rispetto e di riconoscimento delle differenze – di genere, generazione, cultura, orientamento sessuale, orizzonti che mutano col mutare dei mondi e dei soggetti che li abitano.

Maria Antonietta Selvaggio

 

 
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