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Parlamento Europeo: L’Italia perde tre posizioni e scende al penultimo posto Print E-mail
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La percentuale della presenza femminile italiana al Parlamento Europeo è la più bassa fra i 27 Paesi che compongono la U.E. se si esclude Malta che continua ad essere rappresentata in Europa da soli uomini.
Oltre Malta, nella sesta legislatura, ci stavano dietro Cipro e Polonia, ma in occasione delle ultime elezioni, questi due Paesi hanno dato una vera scossa verso la risoluzione del gap di genere all’interno della loro rappresentanza. La Polonia è passata dal 15 al 22%, mentre Cipro ( portando due donne in Europa) è passato da zero al 33% !

E’ quanto risulta dai dati provvisori pubblicati in questi giorni sul sito dell’Unione Europea che, se saranno confermati alla data dell’insediamento della settima legislatura, prevista per il 15 luglio, non faranno che confermare il totale disinteresse italiano al problema della discriminazione di genere nelle istituzioni.
Ancora una volta ribadiamo che per risolvere tale problema (se mai veramente vi fosse la volontà politica di farlo, cosa di cui seriamente dubitiamo) non c’è altra strada che quella di modificare la legge elettorale ed introdurre "vere" norme antidiscriminatorie.

Ci auguriamo che questo ulteriore record negativo dell’Italia in Europa, che come tutti quelli già collezionati in vari altri settori non fanno che peggiorare la nostra immagine nel mondo, possa almeno essere uno stimolo di riflessione per chi può attivarsi a livello legislativo. All’interno dell’Osservatorio di genere di Arcidonna potete trovare la tabella con i dati di dettaglio.

 
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