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Da Messina alla Florida, ecco la più brava scienziata italiana in America Print E-mail
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I suoi studi aprono prospettive innovative per la diagnosi e cura dei traumi cranici

Los Angeles, California, 10 giugno 2010 - Si chiama Stefania Mondello, è nata e ha studiato in Sicilia, e nel 2008 è approdata in Florida (USA), al Dipartimento di Anestesia dell’Università della Florida presso lo Shands Hospital di Gainesville, istituzione della quale è attualmente ‘research fellow’, e alla Banyan Biomarkers, Inc, dove riveste il ruolo di “Clinical Research Scientist”. Oggi, la comunità di studiosi, imprenditori ed esperti di innovazione raccolta nell’associazione californiana non profit Bridges to Italy (www.bridgestoitaly.org) l’ha eletta ‘migliore scienziata italiana in America’ assegnandole la seconda edizione del The Premio Award. Entrata in corsa solo una settimana prima della fine del concorso, Stefania Mondello ha surclassato con un distacco netto gli altri dieci progetti candidati, tutti di grande valore scientifico e imprenditoriale: il secondo più votato è quello di Laura Bordone di Novartis relativo allo studio sul verme nematode  Caenorhabditis elegans quale modello per lo studio della biologia dello sviluppo umano con possibili applicazioni in farmacologia; mentre in terza posizione c’è l’imprenditrice Candida Fratazzifondatrice di Boston Clinical Research, società specializzata nella realizzazione di disegni sperimentali volti a ridurre il time-to-market di nuovi farmaci.

Il progetto della Mondello riguarda la medicina, e in particolare l’individuazione e la validazione clinica di marcatori specifici di danno cerebrale presenti nel sangue e nel liquido cerebro-spinale in seguito a trauma cranico. Il trauma cranico ad oggi una delle più serie tipologie di infortuni, contando solo negli Usa mediamente 1,4 milioni di casi l’anno, e’ la prima causa di morte nella popolazione giovane-adulta.

La ricerca della Dott.ssa Mondello e’ focalizzato sull’ analisi e lo studio della correlazione dei biomarkers con dati clinici. Il goal di questo studio e’ di fornire il primo affidabile test test ematico in grado provvedere un’ accurata diagnosi, monitoraggio e valutazione prognostica di “injury” cerebrale. Pazienti con danno cerebrale severo potranno beneficiare di un’attenta valutazione e di un accurato monitoraggio, con la possibilita’ di un pronto intervento e perfino della prevenzione di complicanze secondarie. I biomarcatori di danno cerebrale potrannno rappresenteare un valido ausilio ai clinici nella valutazione dell’outcome di questi pazienti e nello sviluppo di lineeguida. La possibilita’ inoltre di elucidare i meccanismi patobiologici coinvolti in seguito a trauma cranico, potra’ fornire preziose informazioni per lo sviluppo di nuove e mirate terapie.

Nonostante la giovanissima età -31 anni- Stefania Mondello ha al suo attivo una notevole carriera scientifica che -dalla città di Messina in cui si è laureata in medicina nel 2003- l’ha portata a svolgere attività di ricerca in numerose strutture italiane (tra cui l’Ospedale pediatrico Gaslini di Genova e l’Ospedale Maggiore di Bologna) ed estere quali l’Alexandra Hospital di Atene, la University College London Medical School di Londra, fino al ‘salto’ negli States, dove attualmente ha una posizione anche presso la privata Banyan Biomarkers di Alachua (Florida), società spin off dell’Università della Florida leader nello sviluppo di prodotti diagnostici in vitro per il rilevamento di traumi cranici.

Per ricevere The Premio Award, Stefania Mondello avrà l’opportunità di tornare in Italia:  il Premio Award infatti sarà consegnato a Bari Giovedì 24 Giugno 2010 in occasione del convegno nazionale di ITWIIN – l’Associazione delle Donne Inventrici e Innovatrici (www.itwiin.it, partner italiana dell’iniziativa) in programma nella locale sede di Confindustria.

Gli organizzatori:

Bridges to Italy (www.bridgestoitaly.org)- The Premio Award è una delle iniziative di punta di Bridges to Italy, associazione non profit di business internazionale fondata e presieduta dalla manager italiana Bianca Dellepiane con l’obiettivo di favorire l’avvio di partnership internazionali e opportunità di “networking” tra Italia e Usa in particolare nel campo delle tecnologie avanzate -dalle nano alle biotecnologie al settore delle energie alternative e rinnovabili, settori nei quali anche l’Italia al pari degli Stati Uniti spesso rivela vere e proprie nicchie di eccellenza.  Entro il 2010 è in programma l’apertura di una prima sede italiana a fianco della sede istituzionale di Los Angeles attiva dal 2007.

Itwiin (www.itwiin.it) –L’Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatricinasce per aiutare le donne italiane a capitalizzare le proprie idee, creare nuove attività imprenditoriali e business innovativi, attraverso una rete internazionale in grado di favorire lo scambio di informazioni e promuovere contatti e iniziative. L’associazione si propone di supportare le donne nel lavoro e in particolare nella creazione di imprese ad alto contenuto tecnologico; valorizzare economicamente i loro risultati di ricerca; esplorare campi di interazione e  iniziative di rete: per questo è attiva in analisi di mercato, formulazione di business plan, supporto al finanziamento (venture capital), partecipazione congiunta a progetti italiani ed europei, integrando diverse professionalità ed esperienze: tra le socie, sonoinfattirappresentati profili scientifici, imprenditoriali (settori high-tech) e della libera professione.

 
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