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Regionali 2010: le donne in lista |
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Domenica 28 e lunedì 29 marzo 2010 si eleggeranno le/i presidenti e le/i consigliere/i di tredici regioni italiane (Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto). Arcidonna ha analizzato i dati disponibili circa le liste dei due principali schieramenti. Le donne presenti nelle liste del PD delle 13 regioni al voto sono circa il 38%, mentre nel PDL sono circa il 23%. Nulla di nuovo si direbbe. Perché i partiti dell’area di centro sinistra hanno sempre avuto maggiore attenzione alla presenza delle donne nelle liste elettorali. Dal confronto con le elezioni europee del 2009 emerge infatti che, a livello di candidature, il centro-sinistra aveva schierato il 34,3% di donne nelle liste, un dato leggermente più basso dell’attuale; mentre il centro-destra registrava un dato migliore e cioè il 30,6% di donne in lista. Consulta i primi dati su Osservatorio di genere.Per quanto riguarda i Presidenti di regione registriamo che su 58 candidati solo 9 sono donne (pari al 15,5%). Attualmente le donne presidenti di regione sono: Mercedes Bresso in Piemonte e Maria Rita Lorenzetti in Umbria (due su venti, appunto). Se saranno riconfermate, cosa che auspichiamo, potrebbero diventare tre se contemporaneamente nel Lazio venisse eletta una delle due candidate donne (Emma Bonino o Renata Polverini). Noi tifiamo per Emma Bonino. Comunque sempre troppo poche! |
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Occupazione femminile: Italia tra gli ultimi paesi OCSE. Con questo governo donne sempre più deboli. |
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 Peggio di noi solo Messico e Turchia. Gli ultimi dati pubblicati dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) parlano decisamente chiaro. Nel nostro Paese il tasso di occupazione, con questo governo è andato ancora più indietro. In Italia le donne, sempre di più devono scegliere tra lavoro retribuito e cura dei figli. Infatti, nessun investimento è stato fatto sul welfare. L'Italia spicca anche per tasso di natalità, che è tra i più bassi del mondo: 1,41 figli per donna contro i due di Francia, Islanda, Irlanda, Messico, Nuova Zelanda, Turchia e Stati Uniti. Un quadro desolante che lascia poco spazio per "speranza e fiducia", parole invocate dal Presidente Napolitano ieri, in occasione della celebrazione della Giornata internazionale della donna al Quirinale. |
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Le donne e le prossime elezioni regionali in Italia |
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Interessante sarà il test della regione Campania - dichiara Valeria Ajovalasit, Presidente nazionale Arcidonna - che andrà al voto con una nuova legge elettorale che introduce la norma antidiscriminatoria proposta da Arcidonna già nel 2000: ovvero la doppia preferenza di genere. |
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In Svezia le quote rosa danneggiano le donne! |
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There are no translations available. Noi, in Italia, siamo ancora lì a discutere se è il caso di porre dei limiti di legge alla supremazia ed allo strapotere maschile. Rettori di università, primari di ospedali, assessori e presidenti vari , fino ai capi condominio sono decisamente, assolutamente (e salvo qualche rara eccezione) maschi. |
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Non è mai troppo tardi. A fatica, anche in Italia è in commercio la pillola RU486 |
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Da oggi la pillola abortiva RU486 è in commercio anche in Italia. In Francia è in uso da 22 anni, è entrata anche in tutta l’Unione Europea e negli Usa è adottata da oltre dieci anni. Ma in Italia per utilizzare la pillola è obbligatorio il ricovero in ospedale, mentre in tutti gli altri paesi, l’uso è privato e domiciliare. “Seppur in notevole ritardo è già un passo in avanti - dichiara Valeria Ajovalasit, Presidente nazionale di Arcidonna – quello che ci si chiede è il perché del ricovero ospedaliero obbligatorio che, come sappiamo tutti, incide negativamente sulle donne e anche sulle disastrose casse della sanità italiana. Il governo, sul fronte dei diritti e sulla libertà delle donne, mostra ancora una volta, la forte dipendenza dalle gerarchie ecclesiastiche e la sua inadeguatezza di fronte ai grandi mutamenti culturali che le donne esprimono in questo paese.” |
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Fischi alle ragazze soldato alla Nunziatella |
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There are no translations available. Ieri in Piazza Plebiscito a Napoli, per la prima volta sette donne, allieve dell'Accademia militare, hanno partecipato alla cerimonia del giuramento. Sono state accolte non da applausi ma da fischi di protesta. Un evidente segno del disagio che gli uomini hanno nei confronti delle donne e del loro diffuso protagonismo oggi anche in settori, come quello militare, da cui erano esluse. L'ingresso delle donne in Accademia rappresenta un cambiamento al quale i maschi italiani non sanno abituarsi. Scrive bene Miriam Mafai nell'articolo che riportiamo all'interno un'invasione di campo difficile da digerire, un disagio che gli uomini dovranno imparare presto a superare (si spera!). Anche il nuovo libro di Edizioni La Luna "Il diritto difficile", affronta questo tema e in particolare analizza il nodo irrisolto della relazione uomo/donna nella società italiana. Alle ragazze della Nunziatella Arcidonna augura "in bocca al lupo." |
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Pubblicato il Rapporto UNFPA 2009. Chi paga il prezzo più alto del cambiamento climatico? |
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Lo scenario è di quelli che fanno venire i brividi, o piuttosto sudare copiosamente: l’atmosfera va saturandosi di gas serra, oceani, foreste e tundra non riescono più a riciclare sufficiente anidride carbonica, il biossido di carbonio sospeso nell’aria cattura il calore solare e le temperature si innalzano ovunque. I ghiacciai si sciolgono, interi paesi sono colpiti da ondate di siccità inusuali mentre su altri si abbattono uragani e piogge violente e improvvise. Il Rapporto UNFPA 2009 "In un mondo che cambia: donne, popolazione e clima", fin dal titolo dici chi sta già pagando il prezzo più alto: ancora una volta le donne. |
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8 marzo 2010: dedicato alle donne povere ed emarginate |
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Il 2010 è l'anno della lotta alla povertà e all'emarginazione. Nei paesi in via di sviluppo sono le donne a pagare il più alto prezzo per questi problemi. Ma il fenomeno sta emergendo anche in Europa, dove si parla di "femminilizzazione della povertà" con particolari punte nei paesi dell'Est e dell'ex Unione Sovietica. A tutte le donne povere ed emarginate, senza voce, senza scelte, senza diritti, rivolgiamo un pensiero particolare per questo 8 marzo, affinchè i governi dedichino loro un'attenzione speciale. Per i diritti e per le donne, tanti, in Italia, gli appuntamenti e le iniziative. Tra questi, a Milano, lunedì 8 marzo, presso il Teatro Centro Asteria, alle ore 21.00 andrà in scena "Mosca. Grozny. Beslan. Le donne restano", spettacolo sul conflitto ceceno tratto da uno studio su "Le troiane" di Euripide che racconta la storia di tre donne e gli effetti della guerra russo-cecena. (nella foto una scena dello spetacolo) INGRESSO GRATUITO. Per info http://compagniadem.altervista.org/. |
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III PREMIO IRCAC PER LA LEGALITA': MENZIONE SPECIALE PER LA COOPERATIVA LA LUNA |
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