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RU486: PROPOSITI EVERSIVI |
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Intervenendo qualche giorno fa al congresso dei farmacisti cattolici monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, ha sostenuto che “l’obiezione di coscienza è un diritto che deve essere riconosciuto ai farmacisti.” E si è spinto oltre invitando, anche se non esplicitamente, i farmacisti a praticare già ora l’obiezione, anche se tale diritto non è ancora stato riconosciuto (né è detto che lo sarà mai). Dal canto suo, il papa ha esortato a due riprese i farmacisti italiani a non vendere la pillola del giorno dopo o quella abortiva, pur sapendo che per legge i farmacisti sono tenuti a fornire tutti i farmaci prescritti. Tali incitamenti a violare le leggi sono di natura eversiva.
Nelle organizzazioni internazionali la Santa Sede insiste affinché venga riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza religiosa e, nel medesimo tempo, sottolinea il valore della sussidiarietà, proponendosi di sostituire le istituzioni nel fornire ai cittadini quei servizi pubblici che lo stato non è in grado di assicurare.
Se ciò avvenisse taluni cittadini si vedrebbero privati di loro legittimi diritti. Le invocazioni alla trascendenza avrebbero la meglio sulla supremazia del diritto e verrebbe eroso lo stesso stato di diritto, pilastro della nostra democrazia.
Ha detto Stefano Rodotà: “La vera disobbedienza civile è quella in cui il prezzo della scelta è pagato da chi la fa, non dagli altri cittadini.”
di Vera Pegna
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