| Sanaa, una di noi. Uccisa perchè libera. |
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Che si tratti di scegliere di amare un uomo che prega un altro dio, che si tratti di lasciare un uomo che soffoca le nostre aspirazioni nella tomba della quotidianità della fede che porta al dito, che si tratti di volere un figlio sapendo che chi ci ha assunte userà quella lettera in bianco che ci ha fatto firmare stroncando la nostra carriera, che si tratti di voler diventare velina costi quel che costi, quando una donna decide e afferra in mano la propria esistenza, spesso paga un prezzo troppo alto, un surplus di sofferenza, di morte, fisica, psicologica e sociale, “in quanto donna”. Sanaa era una di noi. Quello che ci accomuna tutte è che prima o poi, in qualche forma, ci troveremo a dover combattere, contro chi è non riesce ad accettare la nostra capacità di scegliere in autonomia cosa fare della nostra vita, del nostro corpo.
Sanaa uccisa prima di tutto perché ha disobbedito a suo padre. Se è facile riconoscere il razzismo, sembra che ci sia un impegno collettivo per rimuovere l’esistenza del sessismo. Noi ci siamo per ribadire che la nostra vita e la nostra libertà di scelta hanno un valore assoluto, sempre. E che non ci devono essere giustificazioni per nessuno: né per il padre geloso né per il padre fondamentalista. di Barbara Spinelli
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La forza di rompere le catene e scegliere la propria felicità ha un prezzo, che ogni donna rischia di pagare quando prende in mano il timone della propria vita.