Osservatorio di genere


Occupazione femminile: Italia tra gli ultimi paesi OCSE. Con questo governo donne sempre più deboli. Stampa E-mail
Peggio di noi solo Messico e Turchia. Gli ultimi dati pubblicati dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) parlano decisamente chiaro. Nel nostro Paese il tasso di occupazione, con questo governo è andato ancora più indietro. In Italia le donne, sempre di più devono scegliere tra lavoro retribuito e cura dei figli. Infatti, nessun investimento è stato fatto sul welfare. L'Italia spicca anche per tasso di natalità, che è tra i più bassi del mondo: 1,41 figli per donna contro i due di Francia, Islanda, Irlanda, Messico, Nuova Zelanda, Turchia e Stati Uniti.  Un quadro desolante che lascia poco spazio per "speranza e fiducia", parole invocate dal Presidente Napolitano ieri, in occasione della celebrazione della Giornata internazionale della donna al Quirinale.

Il tasso di occupazione delle donne italiane è ancora al 48 per cento, tra i più bassi tra i Paesi dell'Ocse, nonostante le donne siano in media più istruite: circa il 70 per cento infatti ha un titolo di studio di istruzione secondaria, confrontato al 60 per cento dei maschi. Anche nel resto del mondo naturalmente c'è ancora molta strada da fare. Il 62 per cento delle donne lavora, ma guadagnando in media un quinto degli uomini, rileva l'Ocse. In tutti i Paesi Ocse le donne spendono il doppio del tempo rispetto agli uomini nella cura dei bambini e degli anziani, e naturalmente gli uomini hanno molto più tempo libero: in Italia 80 minuti in più, contro poco più di 50 minuti di Polonia, Messico e Spagna, e appena una manciata di minuti della Norvegia, il Paese Ocse più virtuoso da questo punto di vista. Inoltre, in tutto il mondo le donne sono decisamente più povere degli uomini, soprattutto se anziane. Infatti il rischio di povertà per le donne dai 66 ai 75 anni è 1,2 volte maggiore rispetto al resto della popolazione, e dopo i 75 si alza a 1,7, mentre per gli uomini ultrasettacinquenni è 1,2. “Arcidonna ha sempre sottolineato quanto l’occupazione femminile sia il motore di sviluppo e crescita di un paese – dichiara Valeria Ajovalsit, Presidente nazionale Arcidonna – eliminare il divario tra i generi sia in termini di occupazione che di retribuzione deve essere un imperativo per tutti i governi. Una democrazia che non mette in campo le donne è una democrazia incapace di rispondere alla grande crisi economica che stiamo attraversando. Questo è un principio ormai irrununciabile per il nostro paese.”

 
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