| Lo sdegno è ancor più forte in quanto proviene dal mondo universitario che dovrebbe formare la futura classe dirigente.” |
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A far scoppiare il caso è stata la giurista Carla Faralli, prima donna a salire in cattedra a Giurisprudenza in Italia, in passato presidente delle docenti – “meno male che nelle università italiane cominciano a salire in cattedra le donne”. Ieri mattina ha sventolato in Senato le foto delle "fantastiche quattro". "Al di là del fatto che è lesivo della dignità di genere - ha tuonato - quello che è ancora più grave è il messaggio educativo che passa in un momento in cui le ragazze devono orientarsi nella scelta e hanno in testa l'idea: farò la velina, per poi fare la parlamentare.” Con lei i presidi di facoltà, unanimi nella condanna. E anche Arcidonna. “Il pensiero della giurista è assolutamente in linea con le nostre idee – dichiara Valeria Ajovalasit, Presidente nazionale Arcidonna – siamo costantemente bombardate da messaggi che utilizzano immagini di donne oggetto. Questo tipo di comunicazione discriminante e lesiva della dignità di genere è espressione di un modello culturale fortemente stereotipato di un paese in piena decadenza. Lo sdegno è ancor più forte in quanto proviene dal mondo universitario che dovrebbe formare la futura classe dirigente.”
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Manifesti con quattro "veline", due bionde e due more, per attirare iscritti nelle sedi romagnole dell'università di Bologna. Maglietta attillata, sguardo ammiccante e, sul petto, i nomi delle quattro sedi delle facoltà decentrate: Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini. Sono “le fantastiche quattro dell'Alma Mater, il massimo per i tuoi studi universitari". Appena le foto sono apparse su repubblica.it, è scoppiato lo scandalo, con un braccio di ferro tra i vertici dell'Ateneo più antico del mondo e gli enti sostenitori dei poli accademici decentrati promotori della campagna pubblicitaria.