| Le donne e le prossime elezioni regionali in Italia |
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Interessante sarà il test della regione Campania - dichiara Valeria Ajovalasit, Presidente nazionale Arcidonna - che andrà al voto con una nuova legge elettorale che introduce la norma antidiscriminatoria proposta da Arcidonna già nel 2000: ovvero la doppia preferenza di genere.
Domenica 28 e lunedì 29 marzo 2010 si eleggeranno le/ipresidenti e le/i consiglierie/i di tredici regioni italiane (Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto). I partiti sono ormai da tempo in un clima di guerriglia interna per la definizione delle candidature da presentare e le alleanze da sottoscrivere. Sono più di settecento poltrone da assegnare e quindi l’affare non è da poco. Qualcuno in questi giorni si ricorderà delle donne? Si terrà conto del loro diritto a esserci nella gestione della cosa pubblica? Abbiamo paura che questo, come in passato, non accadrà e che le liste dei candidati terranno conto per lo più di tutt’altri meriti che quelli delle capacità e del valore. Le donne, nei consigli regionali sono state sempre rappresentate in una percentuale da terzo mondo e negli ultimi dieci anni ci si è posizionati intorno ad uno scarso dieci per cento (punticino più, punticino meno). Consulta l'Osservatorio di Genere di Arcidonna attivo da oltre 10 anni nel monitoraggio della presenza e del ruolo delle donne nelle istituzioni e in politica. La percentuale media del 10% nasce ovviamente da dati non sempre omogenei. Esistono infatti regioni dove l’attenzione alla presenza femminili si sta facendo avanti con forza e regioni dove invece il problema è assolutamente ignorato. Le più attente da questo punto di vista (Toscana, Marche e Trentino Alto Adige) hanno infatti una percentuale più o meno doppia della media nazionale, mentre altre, come Sicilia, Calabria e Puglia (rispettivamente al 4,4 al 4,1 e al 2,9 %) dimostrano di non voler fare alcun passo in avanti. C’è però una vera grande novità in questo campo ed è rappresentata dal test in Campania. Per la prima volta infatti in questa regione si andrà al voto con la nuova legge elettorale (promulgata a marzo dello scorso anno) che introduce la doppia preferenza di genere. Gli ellettori e le elettrici potranno esprimere - purtroppo solo in Campania - o una o due preferenze e in quest'ultimo caso dovranno scegliere un uomo e una donna. La recente sentenza della Corte Costituzionale conferma la costituzionalità della norma proposta da Arcidonna già molti anni fa. È un primo passo, e, dice Valeria Ajovalasit, Presidente nazionale di Arcidonna,"ci auguriamo che nel resto delle regioni questo esempio di civiltà venga al più presto imitato e che sia anche di ulteriore stimolo per una veloce modifica della legge elettorale nazionale. Il ritorno alle preferenze, (ridare voce ai cittadine/i e non ai capi dei partiti) è un esercizio democratico irrinunciabile.”
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