| In Svezia le quote rosa danneggiano le donne! |
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Noi, in Italia, siamo ancora lì a discutere se è il caso di porre dei limiti di legge alla supremazia ed allo strapotere maschile. Rettori di università, primari di ospedali, assessori e presidenti vari , fino ai capi condominio sono decisamente, assolutamente (e salvo qualche rara eccezione) maschi.
Le donne si cominciano a vedere nei posti subalterni, là dove si lavora senza gloria né onori e le responsabilità sono comunque ugualmente gravose. Ed in questi posti le donne dimostrano ogni giorno il loro valore. Ci si chiede: visto che gli uomini non mollano la presa, perché non obbligarli per legge a riservare parte di quei posti da cui si governa (una scuola, un ospedale, una città) alle donne? E ne stiamo ancora discutendo. In Svezia questa decisione è stata presa già sette anni fa: 50 e 50, non una di più né una di meno. Già…non una di più, e qui stanno nascendo i problemi. Perché si da il caso che, per esempio nelle università, le donne in gamba siano più degli uomini, e quel 50% diventa allora un limite che, anzicchè favorirle nel concorrere a cariche di responsabilità, le danneggia a favore di uomini meno dotati di titoli e capacità. Allora la proposta è : aboliamo le quote rosa, non solo non ce ne è più bisogno, ma sono addirittura discriminatorie !!! Questo accade dall’altra parte dell’Universo. Da noi c’è tempo…parliamone con calma!
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