Osservatorio di genere


Anche per Arcidonna Berlusconi offende le donne e la democrazia. Fermiamolo. Stampa E-mail

Arcidonna aderisce all'appello condividendolo profondamente e mobilita tutte le donne della sua rete a firmarlo. Quanto accade oggi in politica è l'espressione di una cultura maschilista e ottusa. Il rapporto tra i sessi in Italia continua a non essere messo all'ordine del giorno. La sua ridefinizione è stata rinviata fino ad oggi, grazie ad una strategia dilatoria più che conflittuale che denuncia una costante della politica nei confronti delle donne. Una ininterrotta tendenza a frenare la libertà femminile, a limitarne le espressioni, a condizionarne gli esiti (anche attraverso apposite politiche del corpo) appare innegabilmente legata al cammino delle italiane, non a caso punteggiato da parziali riconoscimenti ma anche da incessanti minacce di arretramento. Arcidonna ha da tempo avvertito questo sentimento di indignazione e offesa nei confronti delle donne, promuovendo numerose campagne di informazione "Non pensare a sesso unico" e di orientamento contro gli stereotipi di genere, coinvolgendo in particolare le giovani donne.

L'APPELLO

È ormai evidente che il corpo della donna è diventato un’arma politica di capitale importanza, nella mano dei Presidente del Consiglio. È usato come dispositivo di guerra contro la libera discussione, l’esercizio di critica, l’autonomia del pensiero. La donna come lui la vede e l’anela è avvenenza giovanile, seduzione fisica, ma in primissimo luogo è completa sottomissione al volere del capo. È lì per cantare con il capo, per fare eco al capo, per mettersi a disposizione del capo, come avviene nelle fiere promozionali o nei dispotismi retti sul culto della personalità. Le qualità giudicate utili per gli show pubblicitari si trasformano in doti politiche essenziali, producendo indecenti confusioni di genere: ubbidienza e avvenenza diventano l’indispensabile tirocinio per candidarsi a posti di massima responsabilità. Diventano il burqa gettato sul corpo femminile, per umiliarlo sulle scene televisive e tramutarlo in arma che ferisce tutti e tutto. Contro questa cretinizzazione delle donne, della democrazia, della politica stessa, protestiamo. Quest’uomo offende le donne e la democrazia. Fermiamolo.


Michela Marzano, Barbara Spinelli, Nadia Urbinati


 

 

 
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