Osservatorio di genere


58° Congresso Mondiale FCEM: le donne sono una risorsa di cui l'Italia non può privarsi Stampa E-mail
Il congresso intitolato NEW ECO “HOW WOMEN FACE THE NEW ECONOMY AND ECOLOGY”, si è svolto a Firenze dal 19 al 23 ottobre 2010 e ha visto la partecipazione di 500 imprenditrici provenienti da 52 paesi del Mondo. L’obiettivo principale della conferenza è stato quello di promuovere la leadership delle donne nel campo dell’imprenditoria, a livello Internazionale mettendo in relazione esperienze di eccellenza nei diversi settori: Cultura e Turismo, Economia, Moda e Sanità.
“Il problema della leadership al femminile è una questione non risolta in tutti gli ambiti e bisogna prendere iniziative se non si vuole che trascorra troppo tempo prima di vedere qualche risultato. Io, che sono unica donna presidente di Banca in Italia, unica membro del Comitato della Società bancaria e unica membro dell'Abi, posso testimoniare che, su questo tema, anche nel mondo dell’economia e della finanza, troppo poco è stato ancora fatto”. Così Lucia Calvosa, Presidente Cassa di Risparmio di San Miniato, intervenendo a Firenze, al 58° Congresso Mondiale FCEM. La presenza di donne in posizione apicali - ha proseguito Calvosa - ha il vantaggio di dimostrare alle altre donne che è possibile fare lo stesso,  che arrivare nei posti di comando non è una anomalia ma un percorso fattibile”.
“Per questo la proposta di legge presentata da Lella Golfo, che ha ricevuto ampi consensi nel mondo bancario, rappresenta uno strumento temporaneo necessario ad  accelerare meccanismi che altrimenti avrebbero tempi di realizzazione ancora più lunghi”. “Condivido – ha sottolineato la presidente della Cassa di Risparmio di San Miniato- la proposta anche per il grande equilibrio con cui è stata presentata. Questa disposizione normativa potrebbe essere applicata - ha affermato- da subito anche a quelle società equiparate dal testo unico sulla finanza alle società quotate”.

  “La presenza di entrambi i generi nei posti di comando - ha rilevato in ultimo - è un valore da difendere e da realizzare in concreto. Come è stato evidenziato da alcuni studi il talento è ripartito al 50% tra uomini e donne: se nei consigli di amministrazione  il 94% delle posizione è al maschile  significa che l'elemento meritocratico non è rispettato.  Sebbene forzare per legge la presenza femminile potrebbe sembrare  forzare le regole della meritocrazia questo non è del tutto vero:  si tratta, a ben vedere,  di una posizione pragmatica. Visto che in altro modo non è stato possibile mettere le donne in posizioni apicali si cerca un meccanismo per farlo. Se le donne nelle quote vengono scelte in base al merito non si sta facendo un favore alle donne ma al paese".
 
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